venerdì 31 maggio 2013

Risotto agli Asparagi Selvatici e Bottarga di Muggine e Oggettive Trascrizioni

Lui: "E' pronto? Ho fame!"
Lei: "Un minuto, devo fare le foto per il blog."
Lui: "Dai sbrigati!"
Lei: "Amore, ma non credi che dovremmo togliere la tovaglia a quadretti che copre la tavola? Mi sembra che si veda in trasparenza sotto la tovaglia bianca."
Lui: "Dai sbrigati!"
Lei: "Amore, ma non credi che nella foto si noteranno i quadretti della tovaglia che sta sotto?"
Lui:" No non si noteranno..."
Lei: "Sei sicuro?"
Lui: "Sì..."
Lei: "No, perchè mi sembra..."
Lui: "Mangiamo!"

Avete appena letto la trascrizione di un dialogo verificatosi nella mia cucina qualche tempo fa.  Onde evitare accuse di libera interpretazione dei fatti, lascio a voi i commenti sull'accaduto. So già che mi capirete.


RISOTTO AGLI ASPARAGI SELVATICI E BOTTARGA DI MUGGINE
Omaggio alla Sardegna (e a chi mi regala squisiti ingredienti...)

Ingredienti per 4 persone
16 pugni di riso (4 pugni per commensale)
1 scalogno
2 porri
300g di asparagi selvatici
bottarga di muggine grattugiata
1 bicchiere di vermentino di Sardegna
Procedimento
Preparare il brodo con la parte dura degli asparagi e due porri. Far appassire lo scalogno a fuoco lento con poco olio. Dopodichè unire il resto degli asparagi tagliati a tocchetti. Quando saranno ben rosolati, unire il riso facendolo tostare, poi bagnarlo con un bicchiere di vino bianco. Dopo che il vino sarà sfumato, bagnare poco a poco il riso con il brodo. A cottura quasi ultimata mantecare con due cucchiaini di bottarga grattugiata. Servire molto caldo, guarnendo il piatto spolverizzando ancora un poco di bottarga.


Questo risotto è frutto del bottino che ho portato a casa, dopo la mia ultima visita in Sardegna a casa della famiglia di Lui (sì Lui, proprio quello che non vuole farmi fare le foto ai piatti perchè ha troppa fame...). Asparagi selvatici raccolti con qualche difficoltà (forse qualcuno si ricorderà della mia avventura raccontata qui), bottarga di muggine e Vermentino. Con questi ingredienti il risultato è assicurato!



mercoledì 22 maggio 2013

Woopie Pie al Doppio Cioccolato e una Dedica Speciale

Molte, ma che dico molte, moltissime, ma che dico moltissime, innumerevoli persone si staranno chiedendo che fine io abbia fatto.

Il mio manager mi ha suggerito di sparire dalle scene per un po' di tempo, per diffondere sgomento tra i miei fan e generare un'aura di mistero intorno alla mia figura. Da più di un mese vado dunque in giro con occhiali scuri e baffi finti, per non essere riconosciuta. Peccato però che, nella prima pagina di qualsivoglia giornale, io non abbia ancora letto a caratteri cubitali: "Scomparsa Cuoca tra le Nuvole, folla impazzita per astinenza da post." Inoltre la colla sotto il naso sta iniziando ad irritarmi la pelle. 



Scherzo ovviamente! Come ogni artista che si rispetti, anche io ho i miei periodi. Picasso ha attraversato ad esempio il periodo blu e il periodo rosa, ora io sto attraversando il periodo minestra surgelata e scatoletta di tonno. Con grande rammarico, non ho neppure il tempo di cucinare, figuriamoci di assumere un manager e ascoltare i suoi consigli! :-P

Oggi però è un giorno speciale e non posso esimermi dal pubblicare una piccola ricetta dedicata al primo dei miei sostenitori, l'assaggiatore ufficiale, la mia fonte di ispirazione, l'oggetto dei miei regali culinari che, dopo settimane di astinenza da dolce, ha pronunciato la seguente frase: "E io che pensavo che avrei mangiato cup cake per tutta la vita..."




Poverino! In un attimo ho realizzato di essere una terribile aguzzina. Ma vi rendete conto di cosa è costretto a sopportare? Come biasimarlo. Devo cercare assolutamente di rimediare, nel frattempo cercherò di farmi momentaneamente perdonare con queste romantiche Woopie Pie al Doppio Cioccolato. Sono abbastanza golose per essere temporaneamente perdonati?





WHOOPIE PIE AL DOPPIO CIOCCOLATO
(dal libro Evviva i Cupcake di Leila Lindholm)

Ingredienti per 20 Woopie PIe
3 uova
250 g di zucchero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
50 g di burro
100 ml di panna acida
2 cucchiai di caffè freddo
350 g di farina
2 cucchiaini i lievito in polvere
4 cucchiai di cacao in polvere
1 pizzico di sale
100 g di cioccolato fondente al 70%

Ingredienti per la Glassa al Cioccolato Bianco
200 g di cioccolato bianco
200 g di formaggio fresco cremoso

Procedimento
Scaldare il forno a 175°C. Sbattere le uova, lo zucchero e la vaniglia finchè il composto diventa chiaro e spumoso. Sciogliere il burro, aggiungere la panna acida e il caffè e poi amalgamare il tutto al composto di uova. Mescolare la farina, il lievito, il cacao e il sale e unire il tutto delicatamente agli altri ingredienti. Spezzare grossolanamente il cioccolato fondente e scioglierlo a bagnomaria: aggiungerlo quindi al composto. Versare con un cucchiaio o con la tasca da pasticcere, piccole quantità di impasto sopra una teglia rivestita di carta da forno. Cuocere i Woopie Pie a più riprese al centro del forno, per circa 10 minuti. Lasciarli raffreddare completamente mentre si prepara la glassa al cioccolato bianco. 

Spezzare grossolanamente il cioccolato bianco e scioglierlo a bagnomaria. Sbattere il cioccolato bianco con il formaggio fresco e riempire una tasca da pasticcere con bocchetta a punta tonda. Versare la glassa sulla parte inferiore dei Woopie Pie e poi aggiungere la parte superiore (senza glassa).



giovedì 11 aprile 2013

Zuppa agli Asparagi e Look Domenicale

Fine settimana in Sardegna a casa dei genitori del mio Lui. Domenica mattina. Un raggio di sole fa capolino tra le nuvole dopo un periodo piovoso. Sveglia tardi, colazione con dolcetti fatti in casa. Lui dice: "Amore, preparati che andiamo a fare un giro prima di pranzo". Cosa si può chiedere di più?

Che bello! Piega ai capelli, trucco, vestitino carino, stivaletti e occhiali da sole. Sono pronta per la passeggiata domenicale. 



Lo trovo sulla porta, un po' impaziente, ad aspettarmi. Non capisco perchè, ci ho messo solo un'ora! Anche lui è pronto: tuta, scarpe da ginnastica, giacca a vento e... casco. Casco?!

"Facciamo un giro in moto.": dice.
"Ma non ho i vestiti adatti!": dico. Per l'altro mi sono appena fatta la piega!
"Ma dai, che vai bene così. Andiamo!": dice.

Ok non c'è problema, sarò come Audray Hepburn quando, in Vacanze Romane, scorrazza per la città con la gonna svolazzante, in sella ad una vespa, abbracciata a Cary Grant. Certo, Cary, in effetti, era in giacca e cravatta, ma la tuta vecchia non ruberà attimi di romanticismo alla nostra fantastica gita. Monto il sella, un po' impacciata con la borsetta sotto braccio, ma non mi faccio spaventare da questi insignificanti dettagli.



Si parte! Direzione: campagna... qualcosa mi dice che non sarò Audrey. Piuttosto, un'improvvisata esploratrice, dagli stivaletti infangati. Possibile aver interpretato in modo così diverso il concetto di "passeggiata domenicale"?

Diciamo che, percorrere un bucolico sentiero con quello che si è soliti chiamare il vestito buono, non era proprio ciò che mi aspettavo, però, devo dire che il mio quarto d'ora di romanticismo me lo sono guadagnato, visto che abbiamo raggiunto un meraviglioso punto panoramico con vista mare.

Inoltre ho imparato a riconoscere l'asparagina selvatica che, confesso, non avevo mai visto! E per questo vi dedico questa deliziosa zuppa.



ZUPPA AGLI ASPARAGI, PISELLI, MENTA ED ERBA CIPOLLINA
Ingredienti per 4 persone
300g di asparagi (meglio se selvatici)
250g di piselli
2 porri
menta
erba cipollina
Procedimento
Far bollire gli asparagi in acqua salata per una decina di minuti, scolarli e conservarne alcuni da parte. Nella stessa acqua far bollire i porri e i piselli. Quando saranno cotti, aggiungere gli asparagi, l'erba cipollina e la menta in quantità a piacere (alcune foglie saranno sufficienti) e passare il tutto con il passa verdura. 
Decorare con gli asparagi interi, erba cipollina e menta. Aggiungere un filo d'olio crudo.

Questa zuppa è stata ispirata, e liberamente modificata, dalla ricetta di "Oggi pane e salame, domani...". Trovate l'originale qui.

venerdì 5 aprile 2013

Risotto agli Asparagi e Donne al Volante

Qualche giorno fa, il mio ragazzo stava guardando quello che io sono solita definire un "programma di macchine". La definizione di "programma di macchine", nel mio vocabolario, corrisponde a: trasmissione televisiva, dove una stupenda ragazza dai lunghi capelli fluenti, elegantemente abbigliata, guida sbarazzina e sicura di sè, un nuovo modello di automobile, descrivendone  nel contempo, con dovizia di particolari, tutte le caratteristiche.


"La ragazza non mi inganna", ho pensato, "non è esperta (di motori) e a suo agio, come vuole far credere". Innanzitutto, una donna al volante non è sicura di sè, soprattutto se, come la suddetta ragazza, ai piedi, indossa delle magnifiche scarpe con tacco 12.  In secondo luogo, una donna al volante è troppo occupata a guidare, per avere tempo di parlare, se non per insultare gli altri automobilisti. Una donna in generale, non è interessata alle caratteristiche del mezzo di locomozione, bensì al fatto che il mezzo la porti a destinazione, inoltre, non è solita gattonare sensualmente sul sedile posteriore per raccogliere le buste della spesa, facendo in tal modo distrattamente fuoriuscire il contenuto della scollatura (a me al massimo fuoriesce il contenuto delle buste).

Forte delle mie riflessioni, ho dunque asserito: "Non trovi che questo programma avrebbe maggiore successo di pubblico se, a condurlo, ci fosse una persona veramente esperta, e non una ragazza che chiaramente non capisce nulla di quello che sta dicendo?"
Risposta: "No."


No e basta. No punto. E' proprio vero che la mentalità dell'uomo è proprio diversa da quella della donna. Un'appassionata di cucina non guarderebbe MAI un programma condotto da un bellissimo ragazzo, che, però, non sa preparare neanche un uovo sodo. Un'appassionato di motori, viceversa, non guarderebbe MAI un programma di macchine condotto da una persona esperta che, però, non ha il fisico da modella. 

Ho ragione no?! Oppure vi piacerebbe vedere Javier Barden in boxer e grembiulino che vi spiega (male) come si prepara un risotto primaverile agli asparagi? Io non lo tollererei proprio! ;-)



RISOTTO AGLI ASPARAGI
Ingredienti per 4 persone
16 pugni di riso (4 pugni per commensale)
1 scalogno
2 porri
300g di asparagi
parmigiano
1 bicchiere di vino
brodo vegetale
Procedimento
Preparare il brodo con la parte dura degli asparagi e due porri. Far appassire lo scalogno a fuoco lento con poco olio. Dopodichè unire gli asparagi tagliati a tocchetti. Quando saranno ben rosolati, unire il riso facendolo tostare, poi bagnarlo con un bicchiere di vino bianco. Dopo che il vino sarà sfumato, bagnare poco a poco il riso con il brodo vegetale. A cottura quasi ultimata mantecare con parmigiano grattugiato. Servire molto caldo, guarnendo il piatto con scaglie sempre di parmigiano.

Non è la prima volta che propongo il risotto agi asparagi, ma è uno dei miei piatti preferiti e poi, di questa stagione, gli asparargi non possono mancare!

venerdì 29 marzo 2013

Crostata con Crema al Limone, Fragole e More e Lettera Aperta a Luca (M.)

Caro Luca (M.), sono una tua grande ammiratrice, apprezzo molto il tuo lavoro: i tuoi dolci sono un connubio di scienza, maestria e creatività. Per me sei come la stella polare, seguo la tua luce che illumina il mio cammino, nella speranza di percorrere la via che porta all'arte della pasticceria. 

Dunque, con te come mentore, qualche giorno fa, ho tentato di realizzare la crostata perfetta. La strada, però, non è stata priva di difficoltà, soprattutto volendo seguire gli utilissimi suggerimenti contenuti nel tuo libro.



Innanzitutto non posseggo un termometro per alimenti per verificare che il burro sia ad esattamente 13°C prima di iniziare a impastare la frolla, tanto meno posseggo un abbattitore di temperatura, sebbene sia di dominio pubblico che è un oggetto che tutti dovrebbero avere a portata di mano in cucina, quindi ho dovuto farne a meno. In secondo luogo, ho compromesso le funzionalità della calcolatrice scientifica che avevo acquistato ai tempi dell'università, per affrontare l'esame di elettronica dello stato solido (per altro pagandola profumatamente), utilizzandola con le mani sporche di uova e farina. Però: se il burro non deve mai essere meno del 30% del peso della farina, ma mai più del 70%, e lo zucchero mai meno del 25% del peso della farina, ma mai più del 60%, e la pasta bisogna lavorarla velocemente per non modificare la temperatura del burro, e nel frattempo bisogna accendere il forno, ma suona il telefono, e, nel fare le cose di corsa, urto la confezione della farina, che si rovescia e mi avvolge in una nuvola bianca... Insomma: come faccio a ricordarmi di non inglobare negli ingredienti anche la calcolatrice, che stavo usando per risolvere l'equazione differenziale che mi proponevi nel capitolo "Pasta Frolla"? 

Comunque Luca, io ci ho provato, mettendoci il massimo impegno, seguendo il procedimenti alla lettera, perchè la pasticceria è una scienza esatta. Ho messo a dura prova il mio fidato "robottino" (non professionale - eresia! perdonami ti prego) e ho impiegato quasi un'intera giornata (non infrasettimanale, s'intende) per fare una crostata: tempo di preparazione, riposo in frigo di 3-4 ore, pulizia della cucina infarinata, stesura della pasta nella teglia, riposo in frigo di altri 30 minuti, cottura "in bianco". 



Sembrava tutto perfetto, ma l'imprevisto era dietro l'angolo. Dopo aver sfornato la crostata, mi è caduto del riso, che avevo utilizzato per tener ferma la carta forno appoggiata sulla torta,   direttamente sulla frolla. Il mio spiccato senso pratico mi ha suggerito di far DELICATAMENTE cadere quegli inopportuni chicchi nella spazzatura. Ebbene... è caduto tutto, insieme alle mie speranze di diventare una maestra pasticcera. 

Tranquillo Luca, ora sto bene, ho avuto solo una piccolissima crisi di pianto isterico, forse a causa dello stress da equazioni (mentre QUALCUNO ha avuto un'inspiegabile crisi di RISO isterico, tanto per rimanere in tema).  La cosa di cui non mi do pace però, è che non saprò mai se ero riuscita ad avvicinarmi almeno un po' alla tua frolla perfetta.

Mi perdonerai se, essendo imminente l'arrivo dei miei ospiti per cena, ho rifatto la crostata con il metodo classico (il mio però!).

Comunque sei sempre il mio mito! 




CROSTATA CON CREMA AL LIMONE, FRAGOLE E MORE

Ingredienti per la pasta frolla
250g di farina
150g di burro
100g di zucchero a velo
40g di tuorli d'uovo
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina
1 scorza grattugiata di limone

Ingredienti per la crema
200ml di acqua
il succo di 1 limone
la scorza grattugiata di 1 limone
60g di amido di mais
150g di zucchero
2 tuorli d'uovo
30g di burro

Ingredienti per la decorazione
1 cestino di more
1 cestino di fragole

Procedimento (metodo classico della Cuoca tra le Nuvole)
Impastare la frolla lavorando velocemente gli ingredienti con le mani. Avvolgere l'impasto nella pellicola trasparente e far riposare mezz'ora in frigorifero.
Nel frattempo preparare la crema. Mescolare in una casseruola l'acqua, lo zucchero, l'amido di mais, il succo e la buccia di limone. Quando tutti i grumi si saranno sciolti, cuocere a fuoco lento mescolando continuamente fino a che il composto non abbia raggiunto la consistenza di una crema. Togliere dal fuoco e incorporare a filo i tuorli precedentemente sbattuti con un cucchiaio d'acqua. Rimettere il tegame sul fuoco e aggiungere il burro a pezzetti. Mescolare finchè il burro non si sarà amalgamato completamente.
Togliere la frolla dal frigo e disporla nella teglia imburrata. Coprire con un foglio di carta da forno e con abbondanti fagioli secchi (o riso) affinchè la pasta non si gonfi durante la cottura. Infornare in forno ventilato a 180°C per circa 20 minuti.
Dopo averlo fatto raffreddare, riempire il disco di frolla con la crema e decorare con la frutta fresca.


Questo è in assoluto il mio dolce preferito, adoro questa crema al limone, la cui ricetta arriva da un vecchissimo giornale di mia mamma, che consultavo quando, anni orsono, muovevo i miei primi passi in cucina. E' decisamente una torta che "Vale" la pena provare, ed è per questo che la propongo per il Giveaway "qualcosa di dolce che... Vale" della fantastica Valentina. Se non la conoscete ancora, visitate il suo blog "La ricetta che Vale" dove troverete dolci strepitosi e anche qualche chicca salata. 




Concludo augurando a tutti voi una felicissima Pasqua! 

venerdì 22 marzo 2013

Tortine Speziate alle Mele e Dipendenze...

Ho scoperto di avere una nuova dipendenza, come se quelle da cioccolato e da shopping non rendessero già abbastanza complessa la mia vita. Adesso sono anche una "Comments Addicted".
Questo blog ha creato, non solo una persona che vieta ai sui ospiti di assaggiare il risotto prima di averlo fotografato, ma anche una drogata di commenti ai propri post.

Avete presente quando uscite con un ragazzo, e il giorno dopo fate click tipo 500 volte sul tasto "aggiorna" della posta elettronica, per verificare se vi ha scritto? Non sia mai che si presenti un problema di connessione internet. O quando attendete la fatidica telefonata dopo un colloquio di lavoro, e continuate e controllare se c'è campo (magari facendovi pure chiamare da un amico)?



Ecco, ormai sono ridotta così. Pubblico un post, e poi vado a vedere, più volte durante la giornata, se qualcuno mi ha scritto. Sono sulla cosiddetta via del non ritorno. Non mi resta che iniziare a vagare senza posa di notte, girando per casa in pigiama, con i capelli arruffati, una pinza di plastica color arancione evidenziatore in testa, ed un caffè in mano (e una bevanda energetica nell'altra). Tutto questo per non smettere di fare click sul tasto "aggiorna" del mio blog.

Ma cosa ci posso fare? E' davvero bello scoprire che ho fatto sorridere qualcuno, trovare parole di incoraggiamento, comunicare con persone con cui condivido l'amore per la cucina e il modo di vedere la vita.  Ormai non posso più smettere.

Anzi, adesso che ci penso, se ora state leggendo queste parole, e siete tra quelle persone che sono solite lasciare un commento in fondo alla pagina, sappiate che è tutta colpa vostra. Mi avete fatto assaggiare "roba buona" e ora ne sono dipendente. Quindi, ora avete il dovere morale di scrivermi SEMPRE, dal momento che siete responsabili della mia condizione. Con la pinza nei capelli poi, non mi sarei mai immaginata...

Oppure potete sempre partecipare ad una colletta per farmi trascorrere qualche mese in una clinica di lusso, di quelle dove vanno le attrici famose per disintossicarsi dalle dipendenze. Magari ne approfitto anche per una remise en forme completa, loro tornano sempre ringiovanite!



Se invece non siete soliti lasciare commenti, o siete capitati su questa pagina per caso, potete sempre fare oggi la vostra buona azione quotidiana, giusto perchè vi trovate di fronte ad un caso senza speranza. Con un piccolo gesto, regalerete un sorriso! ;-)

In cambio vi dedico una dolcissima ricetta (una variante della classica torta allo yogurt) per coccolarsi. Una di quelle ricette da fare quando si è tristi, ad esempio quando aggiornate il blog e non trovate nuovi messaggi dai vostri followers


TORTINE SPEZIATE ALLE MELE

Ingrdienti
1 vasetto di yogurt
3 uova
2 vasetti di zucchero
2 vasetti di farina
2 vasetti di fecola
1 vasetto di olio di oliva
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone
1 cucchiaino di vaniglia
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di zenzero
1/2 cucchiaino di noce moscata
1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano
4 mele

Procedimento
Sbucciare le mele e tagliatele a cubetti. Sbattere le uova con lo zucchero finchè il composto non sarà ben montato. Aggiungere lo yogurt, l'olio e successivamente tutti gli altri ingredienti "secchi". Infine incorporare le mele nell'impasto.
Distribuire il composto in tanti piccoli pirottini. Far cuocere in forno ventilato, preriscaldato a 180° per circa 20-25 minuti. Il solo profumo che si sprigionerà vi farà sorridere :-)

AVVERTENZE: Le Tortine Speziate alle Mele di Cuoca tra le Nuvole creano dipendenza. Assumerle solo per il tempo strettamente necessario e sotto controllo medico. Attenzione: le cliniche extralusso sono molto costose!

martedì 19 marzo 2013

Insalata di Salmone e Arance e Genitori "Riempi Frigo"

Quando i  miei genitori vengono a trovarmi, la cosa che più temo, è l'urlo scandalizzato davanti al frigorifero perennemente vuoto. Ordine e pulizia passano in secondo piano, di fronte al terribile dubbio che li assale: "Ma la nostra bambina, mangerà abbastanza?". 

Vorrei sottolineare che ci sono testimoni oculari, disposti a garantire che l'aggettivo che più mi si addice, non è certo deperita.

Inutile provare a far capire a mamma e papà che vivo sola, che spesso ceno fuori casa, che almeno due fine settimana al mese non ci sono... Niente li può fermare dalla loro missione: riempire il mio frigorifero. 




Inizia dunque la folle corsa al supermercato i cui scaffali vengono svuotati secondo i famosi criteri genitoriali.
"La vedo pallida": venti bistecche,
"Il pesce fa bene": cinque orate,
"Non può farsi mancare le vitamine": un carrello di frutta e verdura,
 "E se invita a cena qualche amico?": 1 kg di salmone affumicato.

Sì avete capito bene, un chilo! Meglio iniziare a pensare come smaltire tutto questo cibo. 
Per fortuna il mio congelatore è molto capiente: quello sì che è sempre pieno :-)





INSALATA DI SALMONE E ARANCE
Ingredienti 
Salmone affumicato
Arance
Songino
Olio, sale e pepe.

Procedimento
Preparare l'insalata! :-)